La tecnologia del solare fotovoltaico permette di produrre in
maniera diretta energia elettrica sfruttando la radiazione luminosa
proveniente dal nostro Sole.

Ciò
è possibile grazie al cosiddetto effetto fotovoltaico, scoperto nel
1839 dal fisico francese Becquerel, e che ebbe la sua prima
applicazione pratica per la produzione di corrente elettrica attorno
agli anni Settanta, per alimentare i satelliti spaziali.
Oggi, con la riduzione del costo di questa tecnologia, essa
rappresenta un mezzo concreto per la produzione di energia elettrica
anche per utilizzo terrestre. Inoltre, i sistemi fotovoltaici non hanno
un grave impatto ambientale, e l'assenza di qualsiasi emissione di gas
inquinanti la rende un'energia del tutto "pulita".
La potenza max inviata dal Sole sulla Terra è di circa 1.000
W/mq (vedi la box qui a destra),
ma solo il 10-15% può essere convertito in energia elettrica
utile.
Il materiale più diffuso per la generazione fotovoltaica
è il silicio. Nel 1946, Russel Ohl brevettò le moderne
celle solari, e nel 1954 Person, Fuller e Chapin ottennero la prima
cella solare commerciale all'interno dei laboratori Bell, negli Stati
Uniti. Col tempo, la resa delle celle è stata migliorata,
raggiungendo i livelli citati.
Un pannello fotovoltaico è costituito, per l'appunto, da un
insieme di moduli
fotovoltaici a loro volta costituiti da un insieme di celle. Un insieme di pannelli,
collegati fra loro elettricamente in serie, costituiscono una stringa, e più stringhe
collegate in parallelo formano un generatore o campo fotovoltaico.

A causa della normale usura dei materiali, le prestazioni di un
pannello fotovoltaico calano di circa un punto percentuale su base
annua, comunque anche dopo 20 anni forniscono ancora l'80% della loro
potenza di picco nominale. D'altronde, risulta ragionevole che dopo un
ciclo di vita di 25 anni vengano sostituiti.
Gli impianti fotovoltaici possono essere essenzialmente di due tipi:
connessi alla rete nazionale (grid-connected)
o direttamente a utenze isolate (stand-alone),
di solito per assicurare la disponibilità di energia elettrica
in zone isolate (in tal caso necessitano di batterie o di celle a
combustibile per accumulare l'energia).
Un impianto fotovoltaico connesso in rete è composto essenzialmente da:
Moduli o pannelli fotovoltaici, il
cui numero e potenza complessiva vengono calcolati in base alla
quantità di energia da produrre.
Inverter,
cioè un apparato convertitore che trasforma la corrente continua
in corrente alternata (a 220 V oppure 380 V) per l'utilizzo da parte
dell'utente.
Contatore
bidirezionale, che serve a contabilizzare l'energia immessa
nella rete elettrica nazionale e quella prelevata da quest'ultima.
Contatore
fotovoltaico, che serve a contabilizzare l'energia prodotta
dall'impianto e che viene remunerata in totale con la tariffa
incentivante di competenza a seconda del tipo di impianto (vedi la
Sezione "Incentivi e utili" del
sito).

Un sistema grid-connected è
collegato in maniera permanente alla rete nazionale. Quando produce
energia elettrica in quantità maggiore rispetto alle
proprie necessità, la parte eccedente viene immessa in rete e
contabilizzata dal contatore bidirezionale. Se invece l'energia
prodotta è minore o nulla (ad es., causa nuvolosità o
perché è notte) l'energia necessaria viene prelevata
dalla rete.
N.B. La potenza minima
dell'impianto fotovoltaico deve essere di 1 kWp (chilowatt di picco)
per poter usufruire dell'incentivazione prevista dal Conto Energia.
L'energia solare che arriva annualmente sulla Terra è la fonte di energia primaria per eccellenza, ha un enorme potenziale di sfruttamento ed eccede di gran lunga le riserve di energia fossile e nucleare.
La domanda mondiale annua di energia è di circa 10 miliardi
di tonnellate di petrolio equivalenti (TEP), e per soddisfarla
completamente basterebbe l'energia irradiata dal Sole su una superficie
quadrata di lato 1.000 km. In Italia la domanda annua è di circa
180 milioni di TEP.

L'irraggiamento globale del Sole sulla Terra, ottenuto sommando
quello diretto, quello diffuso in tutte le direzioni dalle
molecole dell'atmosfera e la componente riflessa dal suolo o dalle
superfici circostanti, ammonta, in condizioni ottimali (cielo sereno,
mezzogiorno) a un max di 1,0 kW/mq, mentre quando il cielo è del
tutto coperto diminuisce fino a circa 50-100 W/mq.
L'Italia riceve un irraggiamento solare molto elevato,
compreso tra i 1.350 e i 1.950 kWh/mq all'anno, per cui risulta
in
condizioni ottimali per lo sfruttamento di questa energia rinnovabile.
Nel Sud dell'Italia, in particolare, già con un impianto
fotovoltaico di
appena 2 kWp (chilowatt di picco) si possono coprire i consumi
elettrici medi di una famiglia, che sono sui 3.000 kWh all'anno.
I benefici ambientabili ottenibili dall'adozione di sistemi
fotovoltaici sono proporzionali alla quantità di energia
prodotta, supponendo che questa vada a sostituire dell'energia
altrimenti fornita da fonti convenzionali quali il petrolio o il
carbone.
Per produrre 1 kWh elettrico, vengono bruciati mediamente
l'equivalente di 2,56 kWh sotto forma di combustibili fossili, e di
conseguenza emessi nell'aria circa 0,53 kg di CO2,
principale
responsabile dell'aumento dell'effetto serra. Dunque, ogni kWh prodotto
da un sistema fotovoltaico evita l'emissione nell'atmosfera di 0,53 kg
di CO2.