Descrizione: Impianto per la
produzione di idrogeno per la trazione.
Capacità di rifornimento:
da 140 a 2400 Nm3/h di idrogeno, a seconda del modello.
La nostra divisione "Fuel Power" sviluppa e commercializza in Italia e
all'estero impianti distributori di idrogeno
piccoli e medi per la trazione terrestre (o marina). Si tratta di
strutture alimentabili con fonti rinnovabili e installabili con
facilità presso un normale distributore
multicarburante (multifuel).
Alimentano qualsiasi auto a metano previa semplice modifica, oltre a
modelli di auto bi-fuel da
noi messi a punto.
L'impianto produce idrogeno per elettrolisi, cioè attraverso la
scissione dell'acqua in idrogeno e ossigeno. L'energia necessaria per
questo processo può essere presa dalla rete elettrica nazionale
in orari in cui è a basso costo (notturni e festivi), oppure
può essere fornita sul posto da un impianto per la
produzione di energia da fonti rinnovabili quali sole e vento (vedi la
ns. sezione "Tecnologie
e prodotti"). In quest'u
ltimo caso l
'idrogeno
non è acquistato, bensì
autoprodotto.
Il distributore vero e proprio è composto da: un'unità
di generazione dell'idrogeno a cella elettrolitica, di varia
capacità produttiva; un dispositivo di purificazione ed
essiccazione; un compressore per aumentare la densità del gas
(come avviene già per il metano); una batteria di contenitori
per lo stoccaggio dell'idrogeno, in modo da avere un "polmone" in grado
di sopperire alle punte di richiesta degli utilizzatori e permettere di
fare il "pieno" in pochi minuti proprio come si fa con il metano.
La gamma dei nostri distributori
comprende vari modelli che permettono di fare giornalmente il "pieno"
di idrogeno a 6, 10, 15, 20, 30, 50, 100 veicoli (oppure di idrometano
a un numero di veicoli circa 3 volte maggiore). Inoltre, essendo
impianti
modulari, quelli più piccoli possono venire facilmente
potenziati via via che nella zona il parco veicoli a idrogeno aumenta
di numero.
Tab.1 - Modelli di distributori a idrogeno disponibili e rispettivi
pieni giornalieri possibili.
| Modello |
Capacità (Nm3/h) |
N°
pieni idrogeno Multipla |
N°
pieni idrogeno Doblò |
N°
pieni idrometano Multipla |
N°
pieni idrometano Doblò |
| MC6
- Microdistributore |
6 |
5 |
6 |
16 |
20 |
| MN10
- Minidistributore |
10 |
8 |
10 |
25 |
30 |
| MM15
- Distributore |
15 |
12 |
15 |
38 |
45 |
| MA20
- Distributore |
20 |
16 |
20 |
50 |
60 |
| DD30
- Distributore |
30 |
24 |
30 |
80 |
90 |
| DH49
- Distrib. stradale |
49 |
40 |
50 |
130 |
150 |
| HH100
- Distrib. stradale |
100 |
80 |
100 |
250 |
300 |
N.B. La sigla "Nm3" sta per
"metro
cubo normale", che è l'unità di misura del volume usata
per i gas in
condizioni "normali", cioè alla pressione atmosferica e alla
temperatura di 0°C.
È possibile modificare quasi tutti i più recenti modelli di veicoli alimentati a metano (e come tali omologati) e renderli adatti ad essere alimentati con l'idrogeno. I veicoli a metano oggi circolanti in Italia sono circa 700mila, diffusi soprattutto in regioni quali l'Emilia Romagna, il Veneto, la Lombardia, le Marche e la Toscana.
La trasformazione di un veicolo a metano in un veicolo a idrogeno - oppure a idrometano (miscela composta al
70% da metano e al 30% da idrogeno) - è un'operazione semplice:
richiede, infatti, le stesse competenze richieste per le diffusissime
trasformazioni da benzina a metano e da metano a Gpl. Un discorso
analogo vale per la manutenzione di un veicolo a idrogeno.
Tale soluzione ha come pregio principale la semplicità del sistema, e dunque ha in sé il potenziale necessario per portare a una rapida diffusione dei veicoli alimentati a idrogeno, liberandoci dalla "schiavitù del petrolio".
Il vantaggio nell'uso dell'idrometano rispetto all'idrogeno risiede
nella maggiore autonomia del veicolo. Ad esempio, un'auto Mini Cooper S alimentata a
idrometano è in grado di percorrere, con un serbatoio da 50
litri pieno: 90 km se utilizza l'idrometano, 30 km se utilizza
l'idrogeno al posto dell'idrometano (se utilizzasse solo metano,
invece, di chilometri ne percorrerebbe 110).
Quindi, l'alimentazione a idrogeno è più indicata nei centri abitati e per flotte
particolari (es. taxi, furgoni postali, nettezza urbana, polizia
municipale, ambulanze, corrieri, etc.), mentre quella a idrometano
risulta più indicata per i percorsi extraurbani. Per quest'ultimo
utilizzo, ancora più adatte sono le vetture bi-fuel a benzina-idrogeno
sviluppate da INDEPENDERGY (v. qui
sotto).
La INDEPENDERGY, unitamente all'Università dell'Idrogeno
(H2U), ha sviluppato e realizzato vari prototipi che marciano a
idrogeno partendo da normali veicoli bi-fuel
attualmente in
commercio in Italia - quali la
Fiat "Multipla" (un'auto multispace)
e la Fiat "Doblò" (un piccolo furgoncino) nella loro versione
benzina/metano - e realizzando versioni bi-fuel benzina/idrogeno.
La multispazio italiana, nella sua versione 1.600 di cilindrata,
quando va a idrogeno conserva buone prestazioni in un ambito di
utilizzo urbano, raggiungendo una velocità massima di 130 km/h
(da confrontare con i 160 km/h di quando va a benzina), e sviluppa una
potenza di 48 CV (rispetto ai 92 CV di quando viaggia a metano e ai 100
CV di quando utilizza, invece, la benzina).

L'autonomia della Multipla quando viaggia
a idrogeno è di
circa 110 km (pieno del serbatoio contenente 30 metri cubi di
idrogeno alla
pressione di 200 bar) che, nel caso di un utilizzo urbano, è da
considerarsi più che ottima, mentre nel caso extraurbano i 38
litri dell'altro serbatoio complementare - quello a benzina -
assicurano un'ulteriore autonomia di
circa 380 km.
Valori analoghi a quelli della Multipla si ottengono per il
Doblò con identica motorizzazione. Pertanto, ecco riassunte in
una comoda tabella, per le due vetture bi-fuel da noi messe a punto i dati
essenziali:
Tab.2
- Prestazioni e autonomia delle vetture bi-fuel benzina-idrogeno da noi allestite.
| Utilizzo |
A
idrogeno |
A
benzina |
| Potenza |
48
CV |
100
CV |
| Velocità
massima |
130
km/h |
160
km/h |
| Autonomia |
100-120
km |
350-400
km |
| Capacità
serbatoi |
30
Nm3 di idrogeno |
38
lt di benzina |
| Autonomia
complessiva |
450-520 km con idrogeno + benzina | |
L'avviamento avviene sempre a benzina (come sul modello
benzina-metano) e la commutazione ad idrogeno può essere manuale
- agendo su un apposito tasto posto sul cruscotto - oppure automatica,
dopo 8-10 secondi, se si lascia il tasto suddetto in posizione
"Idrogeno" allo spegnimento del motore. La sonorità del
propulsore ricorda quella di un motore diesel a basso
regime.
La Divisione Refining & Marketing
dell'ENI ha realizzato, nella propria stazione di servizio Agip
multiEnergy di Grecciano (a Collesalvetti, in provincia di Livorno), un
sistema integrato dimostrativo che produce energia elettrica da fonti
rinnovabili (vento e sole) e, in caso di necessità, da una
microturbina alimentata a metano.
Con l'energia elettrica ottenuta,
oltre a provvedere alle normali esigenze energetiche della stazione di
servizio, si produce dell'idrogeno, che viene stoccato e reso
disponibile per alimentare una piccola flotta di auto.
Con questa iniziativa, ENI è la prima a distribuire da una
propria stazione di servizio idrogeno prodotto da fonti rinnovabili,
ottenuto da un sistema integrato che rende anche energeticamente
autonoma la stazione.
Supponiamo che una stazione di servizio installi un sistema che
produce energia da fonti rinnovabili (sole e vento), come nel caso
della già citata stazione di Grecciano, che ha
pannelli fotovoltaici per 20 kW e 3 pale eoliche da 20 kW ciascuna, per
un totale di 80 kW.
In tal caso, il surplus energetico
rispetto alle normali esigenze della stazione può essere
dell'ordine di 80.000 kWh/anno. A tale quantitativo di energia
corrispondono circa 13.000 Nm3 d'idrogeno.
Tale quantitativo di idrogeno può essere prodotto in 1.300
ore di funzionamento l'anno dell'impianto elettrolizzatore (che possono
essere ripartite in 260 giorni l'anno con 5 ore di media al giorno.
Considerando un consumo medio per vettura di 2,9 Nm3/10km, i 13.000 Nm3
prodotti assicurano una percorrenza
complessiva di 40.000 km.
Dunque l'impianto può
garantire, ad esempio, il rifornimento a 4 veicoli ciascuno con una
percorrenza annua di 10.000 km (pari a 433 pieni da 30 Nm3).

Quando si modifica un'auto a metano per renderla adatta a utilizzare
anche l'idrogeno puro o una miscela metano-idrogeno (come
l'idrometano), di fatto l'auto diventa bi-fuel, cioè può
andare a metano, a idrogeno o a una miscela di questi due carburanti.
Questa possibilità di doppia
alimentazione è essenziale fino a quando la possibilità
di fare un pieno di idrogeno sarà condizionata dalla scarsa
diffusione di distributori di questo gas. Così, già con
le vetture a metano modificate, si può risparmiare molto e non
inquinare i Centri storici e urbani.
Un veicolo bi-fuel benzina-
idrogeno come quelli da noi offerti, invece, grazie all'alternativa
costituita dall'utilizzo della benzina, permette anche di andare da
Milano a Roma senza correre minimamente rischi di non trovare il
carburante nelle stazioni lungo la strada.
Per produrre l'idrogeno esistono diverse vie. Le più
utilizzate sono: (1) la chimica, tramite il "reforming" da
idrocarburi (ad es. il metano), e (2) la elettrochimica,
attraverso l'elettrolisi dell'acqua, cioè scindendola in
idrogeno (H2) e
ossigeno (O2).
Noi vi offriamo di produrlo non tramite costose e inquinanti fonti
di origine fossile, bensì dall'acqua in maniera ecologica grazie
a fonti di energia rinnovabili e quindi
"pulite" quali l'eolico e il solare. Il sole e il vento, inoltre, sono
gratuiti, per cui un elettrolizzatore alimentato con queste fonti
produce il vostro idrogeno gratis!
