Descrizione: Sistema per
produrre energia di tipo ibrido con ciclo dell'idrogeno.
Energia prodotta: da un
minimo di 1 kW (piccoli impianti) a 100 MW (per i grandi).
La INDEPENDERGY progetta e realizza impianti ibridi avanzati di tutte
le taglie con ciclo dell'idrogeno, cioè che producono energia da
una o più fonti di cui almeno una rinnovabile, e che hanno un
sistema di immagazzinamento e di co-generazione dell'energia basato sul
ciclo dell'idrogeno, il quale è "pulito" e garantisce
l'indipendenza dai sempre più costosi combustibili fossili.
La produzione di energia dal sole e dal vento - nonché il suo
immagazzinamento sotto forma di idrogeno ricavato dall'acqua - non sono
un'utopia né un obiettivo avveneristico e futuribile.
L'Università dell'Idrogeno con cui noi collaboriamo, infatti,
ospita uno dei primi sistemi al mondo (e il primo in Italia) di questo
genere, che garantisce la completa indipendenza energetica della
struttura.
L'impianto è composto, innanzitutto, da un rotore eolico
verticale e da un insieme di pannelli fotovoltaici che producono
elettricità da due fonti rinnovabili e gratuite quali il sole e
il vento. A valle di queste due componenti è posto un inverter, o convertitore CC/CA, che
trasforma la corrente prodotta da continua in alternata e include i
dispositivi che assicurano il funzionamento in sicurezza dell'impianto.
Nei periodi in cui tutta questa parte del sistema produce un surplus
di energia, quest'ultima viene utilizzata per produrre idrogeno
dall'acqua tramite un elettrolizzatore.
Quando invece il rotore eolico e i pannelli solari non producono
abbastanza energia, l'idrogeno prodotto - e nel frattempo immagazzinato
in appositi contenitori - è usato per alimentare una cella a combustibile, che produce
elettricità per via elettrochimica. Il tutto è riassunto
nello schema qui sotto:

Un impianto del tipo appena descritto è utilizzabile in tutte
le situazioni in cui occorra un sistema del tutto autosufficiente per
la produzione di energia, come accade nei posti isolati dalla rete
elettrica (case di campagna, rifugi di montagna, isole) o nel caso si
debba garantire un'alimentazione di emergenza (ospedali, protezione
civile, forze armate, vigili del fuoco, polizia, impianti di
sorveglianza, stazioni meteo, sistemi di telecomunicazione, apparati di
refrigerazione, etc.).
La quantità di energia richiesta - o che si vuole produrre -
determina il
tipo di fonte/i rinnovabili verso cui orientarsi (e ciò vale sia
per l'impiego in un sistema stand-alone
che in uno grid-connected),
come illustrato in tabella:
| Utilizzo |
Potenza |
Fonte
rinnovabile |
| Applicazioni
isolate |
0
- 1 kW |
Eolico / Solare fotovoltaico |
| Utenza
domestica |
1
- 10 kW |
|
| Commerciale
e residenziale |
10
- 200 kW |
|
| Generazione
industriale |
200
kW - 1 MW |
|
| Potenza
distribuita |
1
- 20 MW |
Solare termodinamico |
| Centrali
elettriche |
>
20 MW |
Dunque, in generale la configurazione di un impianto ibrido non
è
predeterminata, e dipende da numerosi fattori, tra cui: la
quantità di
energia richiesta (con relativa curva giornaliera e annuale), lo scopo
dell'impianto, la disponibilità di fonti rinnovabili e di spazi
in cui installare le strutture, le alternative tecnologiche, le
infrastrutture presenti e - ultimo ma non meno importante - il budget.
Una volta note tutte le richieste ed i vincoli posti dal Cliente o
dalla situazione oggettiva (dei luoghi, del mercato, degli incentivi,
etc.), nella fase dello studio di fattibilità, la configurazione
ottimale del sistema per la produzione di energia viene determinata da
INDEPENDERGY in modo rigorosamente scientifico con l'ausilio di un
opportuno software. Eccone una schermata di esempio:

Gli avanzati sistemi ibridi che sfruttano le energie rinnovabili e il
ciclo dell'idrogeno hanno il grande vantaggio di non utilizzare
combustibili fossili, con tutto ciò che ne consegue in termini
di minori emissioni inquinanti e di risparmio. Rappresentano quindi la
tecnologia del futuro che, però, a causa dei prezzi sempre
più alti dei combustibili fossili, di fatto si può
considerare già del presente.
Inoltre, al crescere ulteriore del prezzo dei combustibili fossili,
sarà sempre più importante l'essere totalmente indipendenti dal punto
di vista energetico (cosa realizzabile con i sistemi ibridi da noi
proposti) e sarà sempre più interessante investire in
questo settore diventando produttori
di energia (oppure produttori
di idrogeno,
utilizzabile anche per la trazione) da vendere a terzi.
Ciò porterà alla nascita di una rete integrata di
impianti distribuiti comprendente sia grandi impianti monofonte per usi
industriali o di "potenza distribuita" (piccole
centrali elettriche private, realizzabili ad es. con il solare
termodinamico) sia numerosi piccoli sistemi ibridi che
producono energia sul punto di utilizzo, ma possono cederne o
prelevarne dalla rete in caso di necessità.
In futuro, le società elettriche e le aziende di servizio
pubblico diverranno sempre più bundler
di energia distribuita, aggregando e raccogliendo l'energia
rinnovabile generata localmente e regionalmente dalle aziende e dai
proprietari di casa immagazzinando quell'energia sotto forma di
idrogeno, e distribuendo l'energia per mezzo di reti elettriche
"intelligenti" in tutto il nostro Continente.

Presso H2U, l'Università dell'Idrogeno con sede a Cala
Corvino (Monopoli, BA) si trova la cosiddetta "Cittadella
dell'Idrogeno", che ospita un impianto ibrido per la produzione di
energia da fonti rinnovabili con immagazzinamento e co-generazione di
energia tramite il virtuoso ciclo dell'idrogeno.
Per poter effettuare una visita al
nostro impianto dimostrativo presso H2U, occorre prima concordare con
noi un appuntamento.
L'impianto, dimostrativo ma perfettamente funzionante, è
stato inaugurato nel 2007 per permettere agli studenti di questa
Università di apprendere sul campo come funzionano tutti gli
elementi di una struttura di questo tipo, grazie alla sperimentazione
concreta e alla coinvolgente esperienza hands-on.

La futura "economia dell'idrogeno" si basa sul fatto che varie fonti di energia non fossili vengono immagazzinate sotto forma di idrogeno (gassoso, liquido oppure come idruri metallici) sia da utilizzare in applicazioni in movimento (auto a idrogeno) che per fornire ulteriore energia elettrica alla rete nazionale e mondiale nei momenti di carico eccessivo.
In pratica, l'idrogeno è sfruttato un po' come nella fotosintesi clorofilliana, dove il sole ha il ruolo di fonte primaria e l'idrogeno quello di vettore.
Si impiegano alcuni metodi (principalmente elettrolisi dell'acqua) per produrre idrogeno che sarà usato in molti settori dell'economia come una fonte che lentamente sostituirà le fonti di gas serra (come carbone, petrolio e metano), costituendo un'alternativa ecologica e economicamente conveniente rispetto all'odierno sistema basato sui combustibili fossili.
La Seconda Rivoluzione Industriale ha visto lo sviluppo di modelli
sociali e economici centralizzati, gerarchici ed elitari,
e una distribuzione della ricchezza diseguale e ingiusta. Quindi, non
vi è interesse "dall'alto" a cambiare tale situazione,
nonostante essa provochi crisi, indebitamento dei paesi poveri, e un
grave riscaldamento globale.
Anzi, più il prezzo del
petrolio sale, e più le compagnie petrolifere possono realizzare
affari d'oro.
Per questo esse ostacolano il passaggio massiccio sia alle fonti rinnovabili sia all'autoproduzione di energia. La rivoluzione deve quindi partire "dal basso", cioè dai singoli cittadini e dalle piccole e medie imprese (come la nostra) che faranno propri i mezzi di produzione dell'energia.
I prezzi del gas e del petrolio sono raddoppiati negli ultimi due
anni. Ciò non deve stupire: la curva del prezzo del petrolio
degli ultimi decenni ha un andamento che è ben descritto da una
curva esponenziale, e ora ci troviamo all'inizio della sua parte
più ripida.
Il motivo principale per cui la
crescita di questo prezzo è esponenziale è che, essendo
il petrolio una risorsa finita, abbiamo ormai raggiunto il picco di
produzione, al quale seguirà un declino.
Poiché vi sono moltissimi usi per i quali il petrolio non è sostituibile nel giro di pochi anni, il prezzo del greggio salirà ancora più rapidamente nel prossimo futuro, mettendo a rischio la stabilità dei sistemi politici e sociali.
Il modello energetico da adottare è basato sul decentramento,
con un'accumulazione locale da fonti rinnovabili presenti sul
territorio. La rete elettrica attualmente esistente, invece, funziona
per lo più con centrali ad energia concentrata e non dispone di
efficienti sistemi di accumulo dell'energia.
Aziende e proprietari di casa possono produrre l'energia che serve loro e condividerla con gli altri, come oggi si fa con l'informazione.
L'idrogeno può costituire il necessario sistema di accumulo
con la diffusione su larga scala delle energie rinnovabili. Le celle a
combustibile, che utilizzano l'idrogeno per produrre
elettricità, potranno essere connesse con reti elettriche
intelligenti sul modello di Internet, creando un Hydrogen Energy Web.