Descrizione: Impianto solare
a concentrazione con struttura modulare. (Brochure)
Energia prodotta: da 1,3 MW
(singolo modulo) in su.
L'energia termica prodotta da questo tipo di impianto tecnologicamente all'avanguardia può alimentare turbine a vapore per la produzione di energia elettrica necessaria alle diverse utenze o per la produzione di idrogeno da acqua (tramite elettrolisi) da utilizzare per la trazione terrestre e marina o per applicazioni industriali stazionarie tramite celle a combustibile.

INDEPENDERGY collabora, nello sviluppo di questo tipo di
impianto, con il Consorzio Solare XXI
(Techint, Archimede Solar Energy, Ronda High Tech e Duplomatic
Oleodinamica).
.
Il sistema prevede la presenza di due cicli di funzionamento: un ciclo
per la cattura dell'energia solare ed un ciclo per la generazione di
vapore. I due cicli operano su
due circuiti completamente separati: un circuito sali e un circuito vapore.

Il circuito sali è
caratterizzato dalla presenza di due serbatoi di accumulo a sali fusi
da cui si dipartono i circuiti connessi con il campo solare
termodinamico, in cui il sale è spinto da opportune pompe di
circolazione. I due serbatoi si differenziano per la temperatura
media del sale accumulato al loro interno. In particolare, si ha:
un serbatoio detto "caldo" che
accumula
al suo interno sale fuso a una temperatura di 550 °C;
un serbatoio detto "freddo" che
è utilizzato per stoccare il sale a una temperatura media di 290
°C.
In presenza di un irraggiamento sufficiente, il sale è
pompato dal serbatoio "freddo" al circuito dell'impianto, dove
circolando all'interno dei collettori solari si scalda fino a 550
°C e quindi viene poi stoccato nel serbatoio "caldo". Durante il
funzionamento del circuito vapore,
il sale viene prelevato dal serbatoio "caldo" e, dopo aver prodotto
vapore surriscaldato nel generatore di vapore per scambio termico,
ritorna al serbatoio freddo. Nei limiti della capacità di
accumulo, i due cicli appena descritti sono completamente svincolati, e
consentono una produzione elettrica controllabile a prescindere dalla
disponibilità dell'irraggiamento solare.
L'energia solare diretta è concentrata su un tubo collettore
mediante l'uso di grandi specchi parabolici lineari. Questi ultimi
(aventi un'apertura di 5,76 m e un'altezza focale di 1,81 m), sono
costituiti da pannelli "a nido d'ape" di 2,5 cm di spessore, con
struttura interna in alluminio e strati superficiali in fibra di vetro,
al fine di garantire un'elevatissima rigidità e resistenza.
Sulla superficie esterna di questi pannelli aderisce un sottile
specchio di vetro ad alta riflettività.
Il tubo ricevitore
I tubi ricevitori (lunghi circa 4 m) sono saldati in serie e situati
sulla linea focale degli specchi parabolici. Detti tubi sono mantenuti
in posizione da bracci di sostegno dotati alle estremità di
cerniere cilindriche che permettono la dilatazione termica dei tubi
quando l'impianto è in esercizio.
La funzione dei tubi ricevitori è quella di trasferire al
fluido termovettore la massima quantità di energia solare
concentrata dagli specchi riflettenti, riducendo al minimo le perdite
di energia per irraggiamento verso l'ambiente.
Ogni tubo ricevitore è costituito da due cilindri concentrici:
il cilindro esterno, in vetro del
diametro di 12,55 cm, ha la funzione di involucro protettivo. Sulla sua
superficie vi è un trattamento antiriflesso, per aumentare la
penetrazione della radiazione solare, riducendo al minimo l'energia
riflessa.
il cilindro interno, d'acciaio
inossidabile, ha un diametro di 7 cm e costituisce il tubo assorbitore
dell'energia solare; al suo interno circola il fluido termovettore.
Sulla superficie esterna di questo cilindro vi è un rivestimento
spettralmente selettivo (coating)
di materiale composito metallo-ceramico, il quale assicura il massimo
assorbimento nello spettro della luce solare e, al contempo, la minima
emissione di
radiazione infrarossa, consentendo il raggiungimento dell'elevata
temperatura di esercizio dell'impianto (550 °C).
In Italia, le regioni ottimali sono: la Sicilia, la
Sardegna, la Puglia, la Calabria, la Campania e la Basilicata. In
queste regioni, infatti, domina un clima a grande scala di tipo
mediterraneo, con livelli di irraggiamento medio annuo pari a 1600-1800
kWh/mq/anno.

I suddetti livelli, pur essendo inferiori a quelli dei climi desertici a pari latitudine (es. California e Nevada), grazie alle caratteristiche della seconda generazione di centrali solari a concentrazione producono quantità ingenti di energia elettrica in modo efficiente, economico e pulito.
La miscela di sali fusi, che costituisce l'innovazione tecnologica
più
rilevante di questo tipo di impianti a concentratori parabolici,
è
economica e disponibile in grandi quantità.
Essa va a sostituire gli
olii diatermici (infiammabili e tossici) utilizzati negli impianti di
vecchia concezione, che necessitavano di una pesante integrazione con
gas naturale per coprire le discontinuità giornaliere
della fonte
solare.
L'utilizzo di questi sali come fluido termovettore permette
l'installazione dell'impianto anche su suoli agricoli, essendo essi
largamente usati in agricoltura come fertilizzanti e dunque privi di
rischio inquinamento.
La struttura portante del paraboloide, caratterizzata da un tubo
centrale
portante e da supporti laterali, è progettata per garantire
rigidità e precisione nel movimento modulare. Il supporto
infrastrutturale prevede ogni tipo di carico aerodinamico dovuto
all'azione dei venti.
Nonostante le dimensioni considerevoli (lunghezza
di circa 100 m, ampiezza di circa 6 m ed altezza di 3,5 all'asse di
rotazione), possono essere facilmente rispettate tolleranze finali sul
montaggio dell'ordine del millimetro.
Il sistema che movimenta i concentratori parabolici lineari possiede
caratteristiche industriali
finalizzate alla rotazione del collettore sulla base di comandi inviati
da sistemi di puntamento avanzati, volti ad assicurare l'inseguimento
del Sole nel cielo con una precisione di 0,8 mrad.
In presenza di eventi atmosferici avversi, quali grandine e forte
vento
(fino a 14 m/s), il sistema è in grado di portare il
collettore in posizione di sicurezza. In questa posizione il collettore
è progettato per resistere a venti fino a 28 m/s.