I pannelli fotovoltaici sono molto costosi e la produzione di
energia è interrotta durante la notte e dunque incostante. Sono
una buona soluzione in situazioni medio-piccole. Per situazioni
medio-grandi, è adesso possibile ricorrere a una nuova
tecnologia che permette di sfruttare in maniera economicamente
conveniente l'energia solare e che risolve il problema della
continuità della produzione: essa prende il nome di "solare termodinamico" o "solare a concentrazione". 
Il concetto alla base di questi sistemi è un collettore che raccoglie e
concentra la radiazione solare su un ricevitore,
che assorbe il calore solare e lo trasferisce a un fluido termovettore scaldandolo a
temperature fino a oltre 600°C, trasformando così l'energia
solare in energia termica e rendendola disponibile per diversi processi
industriali. Il fluido così riscaldato può essere
impiegato principalmente per la produzione di elettricità e per la
produzione di idrogeno attraverso
processi termo-elettro-chimici ad alta temperatura. Inoltre, il fluido
caldo può anche essere immagazzinato e utilizzato quando
l'energia solare non è disponibile.
Fra i sistemi a concentrazione più efficienti, vi sono i parabolici lineari (rappresentati
nella figura schematica qui sopra), dove l'energia solare viene captata
mediante una serie di specchi lineari di forma parabolica che seguono
il movimento del Sole sull'orizzonte, ruotano su un solo asse e
concentrano la radiazione solare su un tubo ricevitore posto nel fuoco
delle parabole.
Le potenzialità di queste centrali solari sono state provate
dall'esercizio di quelle costruite in California nel deserto del Mojave
tra il 1981 e il 1990. Questi impianti, per una potenza installata di
354 MW, sono ormai una realtà industriale da quasi 15 anni ed
hanno dimostrato di essere affidabili ed efficienti. Altri esperimenti
interessanti nel campo del solare termodinamico sono stati in seguito
condotti in Spagna e in Italia sotto la guida del nostro premio Nobel
Carlo Rubbia e sono ormai giunti allo stadio finale, quello dello
sfruttamento commerciale.
Sulla base delle positive esperienze californiane ed europee, le
tecnologie si sono sviluppate ed evolute dando vita ad una seconda generazione di
concentratori parabolici, che utilizzano un insieme di innovazioni
scaturite da attività di ricerca e sviluppo condotte
principalmente dall'ENEA che hanno reso molto più efficiente il
processo di produzione elettrica. I miglioramenti principali introdotti
rispetto agli impianti di prima generazione sono:
Nuovi specchi parabolici
più
robusti, meno costosi e più efficienti.
Temperatura di funzionamento
più alta, circa 550 °C (nel caso degli olii sintetici quali
fluido termovettore la massima temperatura è invece limitata a
400 °C).
Uso di sali fusi come fluido
termovettore, che è non inquinante o infiammabile e presenta un
minore impatto ambientale.
Introduzione di un accumulo
termico
in grado di compensare le discontinuità della sorgente solare,
rendendo l'impianto funzionante 24 ore su 24 senza bisogno di far
ricorso a co-generazione fossile, ma usando esclusivamente l'energia
solare.
I vantaggi connessi agli impianti solari termodinamici a
concentrazione di nuova generazione, di cui presentiamo qui una
proposta concreta, sono molteplici:

Tempi
di costruzione brevi e lunga
durata dell'impianto
Grazie alla semplicità progettuale, un impianto solare
termodinamico completo può essere realizzato in tempi
notevolmente più brevi di quelli di una equivalente centrale
elettrica basata su fonti fossili o nucleari. Peraltro, la vita attesa
dell'impianto è approssimativamente di 25-30 anni (e dunque pari
a quella di un impianto fotovoltaico). Oltre questo periodo,
però, l'utilizzo dell'installazione può essere
ulteriormente esteso apportando le opportune modifiche, sostituzioni e
miglioramenti necessari. Lo smantellamento finale delle strutture
è semplice ed economico, e il terreno è riutilizzabile
senza limitazioni.
Breve tempo di
ritorno dell'investimento e incentivazione statale
Dal punto di vista economico-finanziario, l'investimento in impianti
solari a concentrazione è molto conveniente. Questa
tecnologia, infatti, è stata riconosciuta meritevole di
incentivi statali finalizzati alla sua diffusione. In pratica,
con il decreto del Ministero dello Sviluppo Economico dell'11 aprile
2008, è stato approvato il "Conto Energia" per la produzione di
elettricità mediante solare termodinamico. Detto decreto prevede
tariffe incentivanti della durata di 25 anni che vanno da 0,28 a 0,22
euro per ogni chilowattora, da aggiungere al prezzo attuale di vendita
dell'energia prodotta. L'investimento, supportato dal Conto Energia,
vanta pertanto un tempo di recupero economico-finanziario breve,
compreso tra i 6 e gli 8 anni.
Possibilità
di costruire impianti solari termodinamici su suoli agricoli
Come recita, infatti, il testo del decreto legge: "In relazione alle caratteristiche
tecnico-ambientali sostenibili (nel pieno rispetto della natura e delle
aree antropizzate) del solare termodinamico a concentrazione, ai sensi
dell'art. 12, comma 7, del decreto legislativo 29 dicembre 2003, n.
387, questi impianti possono essere realizzati in aree classificate
agricole dai vigenti piani urbanistici senza la necessità di
effettuare la variazione di destinazione d'uso dei siti di ubicazione".
Un'energia
accumulabile e disponibile secondo la domanda dell'utenza
La tecnologia solare termodinamica permette di produrre energia anche
di notte o in caso di cattivo tempo, grazie alla miscela di sali che,
una volta riscaldata, mantiene la sua altissima temperatura (circa 550
°C) per alcuni giorni anche senza essere in contatto con la sua
fonte. Quindi la presenza di detto "accumulo termico" consente una
produzione elettrica che può seguire la variazione della domanda
giornaliera, che dunque può essere soddisfatta attraverso un
impianto di generazione funzionante 24 ore su 24 basato esclusivamente
sull'energia solare.
Possibilità
di utilizzo in una grande varietà di applicazioni
La tecnologia è fortemente modulare e può soddisfare
esigenze diverse. L'energia solare può essere utilizzata sia in
impianti di taglia molto grande (connessi con la rete elettrica
internazionale), sia in impianti più piccoli (pochi megawatt)
per comunità isolate. Il potenziale del solare termodinamico
è tale da rispondere al crescente mercato dell'energia verde in
modo economicamente accettabile. Si è già oggi certi che
questa tecnologia soddisferà il fabbisogno di una frazione
sostanziale della futura richiesta di elettricità mondiale.
I
recenti sostanziali miglioramenti apportati alla tecnologia del
solare termodinamico a concentrazione hanno reso estremamente
competitiva questa tecnologia.
Essa potrà giocare nei prossimi decenni
un ruolo fondamentale nella produzione energetica mondiale, sfruttando
calore ad alta temperatura da fonte solare per produrre quantità
significative di elettricità e/o di idrogeno.
Questo grazie a cicli completamente
rinnovabili e senza emissione di CO2, a costi
competitivi,
sostituendosi così ad altre tecnologie inquinanti, rischiose e
basate
su fonti in via di esaurimento (nucleare, idrocarburi).
Le zone più idonee per l'installazione di tecnologie solari a
concentrazione sono quelle che si trovano nella cosiddetta "sun belt"
(fascia del Sole), ovvero l'area a maggiore irraggiamento del pianeta.

In particolare, il Nord Africa, il Medio Oriente e la sponda sud del
Mediterraneo dispongono di vaste aree con irraggiamento solare
particolarmente elevato, adatte all'installazione di grandi
quantità di impianti solari in quanto poco o per nulla
utilizzabili per altri impieghi.
Come ordine di grandezza, nelle aree più soleggiate delle
zone suddette, ogni metro quadrato di collettore può produrre in
un anno un'energia termica equivalente a circa 1 barile di petrolio.
Queste aree sono quelle in cui la radiazione solare diretta media
che arriva al suolo è superiore a 200 W/mq, corrispondente a
un'energia annua di 1.750 KWh/mq, e dove nei siti ottimali si
può anche arrivare ad una radiazione diretta di 320 W/mq, pari
ad un'energia annua di 2.800 KWh/mq.
Nel processo di captazione e stoccaggio dell'energia solare diretta
si ottiene un elevato rendimento termico, superiore al 65% (incidenza
su un piano orizzontale).
L'utilizzazione diretta dell'energia solare
ad alta temperatura ottenuta con sistemi di concentrazione, grazie a
questa elevata efficienza, richiede superfici 2-3 volte inferiori
rispetto ai sistemi fotovoltaici, a parità di energia elettrica
prodotta.
In molte zone della superficie terrestre si riscontrano
valori di energia raccolta annualmente da un metro quadrato pari
all'energia
ottenuta bruciando un barile di petrolio.
Gli impianti solari producono energia senza emissioni né
inquinamento. Non
impiegano materiali tossici, infiammabili o altrimenti pericolosi:
l'intero sistema non è sorgente di rischio o di altri fastidi
(rumore)
per le popolazioni residenti nelle sue vicinanze.
In particolare, il
liquido termovettore utilizzato è un comune fertilizzante
già
ampiamente usato in agricoltura, e sue eventuali fuoriuscite
accidentali non hanno alcun impatto ambientale.
Inoltre non sono
richieste strutture elevate e i collettori solari, posizionati in modo
ordinato, non deturpano il paesaggio. Alla fine del periodo di
utilizzazione, molti dei materiali possono essere riciclati e il sito
può essere ripristinato per ulteriori installazioni.